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BEETLEJUICE (1988) | Fashion from the Grave

  • Immagine del redattore: Sonia Spera
    Sonia Spera
  • 26 ago 2025
  • Tempo di lettura: 3 min

Aggiornamento: 23 ott 2025

Non nominare Beetlejuice per tre volte: potrebbe apparire nella tua vita e combinare guai.

L'hai già nominato due volte dopo aver letto il titolo, shut up.

Beetlejuice. Ops, colpa mia, buona fortuna.


Intro

Tanto tempo fa, le tenebre decisero di organizzare un black humor party: tutti gli spettri giunsero a far festa tra spiacevoli risate e drink realizzati dai migliori lounge bar dell'oltretomba.

La regia era firmata Tim Burton.

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Nel 1988 il maestro della dark comedy delizia il suo pubblico con Beetlejuice - Spiriticello porcello (trailer), un'opera che rappresenta un vero e proprio laboratorio visivo, un visual playground dove ogni dettaglio crea un universo unico, ironico e stravagante.

Michael Keaton realizza un'interpretazione magistrale del protagonista, caratterizzata da un'eccellente versatilità vocale che gli permette di spaziare tra toni esilaranti e altri più dark, ma non sono soltanto la componente attoriale, registica e sonora a rendere Beetlejuice un prodotto iconico del cinema pop anni '80.


Funeral Chic

La caratterizzazione dei personaggi dal punto di vista stilistico è fondamentale per affidare a ognuno di loro un'identità forte e riconoscibile. Firmati da Aggie Guerard Rodgers, i look di Beetlejuice sono veri e propri strumenti di narrazione visiva: gli abiti di scena non sono semplici tessuti, bensì ogni blazer, ogni skirt, ogni outfit è un graphic sign, un pattern visivo in grado di raccontare la personalità dei characters.

Il completo black & white di Beetlejuice è a dir poco ipnotico e contribuisce al cinematic language del prodotto: attraverso il forte contrasto cromatico e le linee audaci, il costume costruisce una forte identità visiva per il personaggio, riflettendo il suo spirito eccentrico e l’atmosfera surreale dell’opera.

Se Beetlejuice rappresenta l'esuberanza, Lydia Deetz (Winona Ryder) possiede una malinconica e meravigliosa aura gotica con i suoi abiti neri, rossi e vittoriani, cappelli larghi e veli funerei. La brillante costumista del film decide di anticipare la scena goth, un'estetica caratterizzata da vestiti neri, make-up intensi, influenze post-punk e dark romanticism.

La madre di Lydia, Delia Deetz (Catherine O’Hara), riflette l'estetica new wave anni ’80: la costume designer utilizza oversized silhouettes, realizzando outfit architettonici che sembrano delle vere e proprie installazioni d'arte; i look total black dell'egotica Delia risultano allo stesso tempo sofisticati e caricaturali, simbolo di una donna che vuole imporre la propria estetica ovunque, persino in una casa infestata.

I fantasmi gentili della casa, Barbara Maitland (Geena Davis) e Adam Maitland (Alec Baldwin), appaiono in outfit provinciali, tessuti pastello, camicie a quadri e gonne modeste: un costume code che racconta ingenuità e semplicità.

Così Aggie Rodgers dimostra come il costuming sia un potente strumento narrativo, delineando sia le singole personalità della storia che il tono generale del film: Beetlejuice non avrebbe quel fascino stravagante senza il suo blazer optical, Delia non sarebbe maestosa senza i suoi abiti tridimensionali e Winona Ryder è diventata un'icona della scena goth cinematografica proprio grazie alla sua Lydia.

La moda di Beetlejuice intriga la platea con il suo cohesive aesthetic universe, valorizzando l'importanza di compiere scelte stilistiche coerenti con l'essenza del film.


Una moda dannatamente eterna

I look di Beetlejuice hanno lasciato una notevole impronta nella cultura pop: gli outfit di Lydia prevedono le future tendenze goth che domineranno la moda negli anni ’90 mentre gli abiti scultorei di Delia vengono spesso citati come fonte d'ispirazione per designer contemporanei, collezioni teatrali e rivisitazioni d’avanguardia per le passerelle internazionali.

L’influenza del film si estende anche al mondo del cosplay e delle conventions: le realizzazioni di Rodgers sono diventate vere icone di stile che continuano a essere celebrate ed elogiate, ciò dimostra come il costume design sia in grado di creare un linguaggio visivo duraturo che trascende il medium cinematografico.

La moda spettrale di Beetlejuice diventa il vero afterlife del film ed è destinata ad infestare le nostre dark souls per sempre.


Sonia Spera

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