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CINEMA AL CIOCCOLATO | Pasqua Edition

  • Immagine del redattore: Sonia Spera
    Sonia Spera
  • 5 giorni fa
  • Tempo di lettura: 2 min

Aggiornamento: 4 giorni fa

Intro

Tra fiaba e realtà, DEA Magazine è qui per consigliarti tre titoli da guardare nel corso della tua Chocolate Session di oggi.


La fabbrica di cioccolato (2005), Tim Burton

Tim Burton dirige Charlie and the Chocolate Factory, ispirandosi all'omonimo romanzo di Roald Dahl.

Nel 1971, Mel Stuart realizza un'interessante versione della storia con Gene Wilder come protagonista, eppure, Burton ha spiegato di non essersi ispirato a quest'ultima opera per la realizzazione della propria, bensì ha deciso di tornare allo spirito originale del romanzo di Dahl.

La fabbrica di Willy Wonka, character interpretato divinamente da Johnny Depp, è un luogo ambiguo, costruito su contrasti quali dolcezza e inquietudine, un'unione da cui il pubblico riconosce, immediatamente, la straordinaria regia di Tim Burton. Il linguaggio visivo ed estetico, sia della fabbrica che dei personaggi, risulta eccessivo, creando un continuo senso di fascino, sebbene caratterizzato da interrogativi continui verso l'insolita struttura del luogo. Burton va sempre oltre la superficie, costruendo una storia incentrata anche sul valore degli affetti: il legame tra Charlie Bucket e suo nonno emoziona il pubblico, divenendo un rapporto emotivamente necessario anche per Willy Wonka che alla fine del film, viene accolto dalla famiglia del ragazzo. Una magica occasione che ti condurrà in un fiume di cioccolata! Disponibile su Netflix e Prime Video.


Wonka (2023), Paul King

Se La fabbrica di cioccolato rappresenta l’eccesso, Wonka sceglie di raccontare la storia di Willy con un registro dolcemente sognante. Timothée Chalamet e il suo Willy Wonka si immergono in un fiabesco viaggio fatto di musica, danza e meraviglia. L'aspetto visivo mira ad immergere il pubblico in una storia fuori dal comune, incentrata sulla possibilità di ricominciare. Wonka è un personaggio che cade, sbaglia, viene costantemente messo alla prova, continuando a credere intensamente in se stesso e nei suoi sogni.

La fotografia, curata da Chung Chung-hoon, costruisce un universo visivo che oscilla costantemente tra realtà e fiaba. Tra toni freddi e altri color pastello, l'immagine accompagna l’evoluzione emotiva del protagonista, narrando il suo modo di guardare il mondo circostante.

La Pasqua, nel suo significato ampio e originario, rappresenta il concetto di rinascita e di trasformazione, elementi che Willy trasmette attraverso un linguaggio semplice, umile, ma potente, rivelandosi capace di restituire un profondo senso di speranza. Disponibile su Prime Video.


Hop (2011), Tim Hill

In Hop, la Pasqua non è più un riferimento implicito, bensì il cuore del racconto: il protagonista è il figlio del Coniglio Pasquale. Egli si troverà a dover scegliere tra il destino che gli è stato assegnato e il desiderio di seguire la propria strada. Il film ruota attorno a tutti gli elementi iconici della festività: fabbriche di dolci, coniglietti, colori molto vivaci, il tutto accompagnato da un ritmo entusiasmante.

Ogni opera d'animazione possiede un insegnamento ben preciso: in questo caso, il dolce coniglio è alla ricerca della propria identità. Egli insegna, a piccoli e grandi, l'importanza di non focalizzarsi su ciò che gli altri si aspettano da te. La propria voce interiore è la più preziosa di tutte. Disponibile su Prime Video.


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